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HANNA SCHYGULLA |
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Hanna Schygulla. «Lo spettatore è costantemente coinvolto dalla sua presenza fisica: i suoi occhi azzurri, il volto inconfondibile, il sorriso enigmatico - contemporaneamente invitanti e ostili - e la sua semplice gestualità - un movimento del polso, un cenno del capo, un incrocio di gambe - ognuno dei quali è un’esclusiva dell’attrice ed espressione del suo carattere» (Laurence Kardish, MoMA Film and Video curator) |
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via Monte Napoleone, Milano
film:. 25 DECEMBER. HAPPY BIRTHDAY, HANNA!
by Pierre Benoit
brought to you by Harrods
creditsfilm: 25 DECEMBER. HAPPY BIRTHDAY, HANNA!director: Pierre Benoit starring: Hanna Schygulla piano: Jean-Marie Sénia excerpt from:Protocole de Reves (Dream Protocols) screeplay: Hanna Meyer running time: 00:03:54
Close-Up | Hanna Schygulla. «Lo spettatore è costantemente coinvolto dalla sua presenza fisica: i suoi occhi azzurri, il volto inconfondibile, il sorriso enigmatico - contemporaneamente invitanti e ostili - e la sua semplice gestualità - un movimento del polso, un cenno del capo, un incrocio di gambe - ognuno dei quali è un’esclusiva dell’attrice ed espressione del suo carattere» (Laurence Kardish, MoMA Film and Video curator)
TRAUME SIND BAUME (DREAMS ARE TREES) I sogni sono come alberi le loro radici escono dal buio e poi si distendono fino alla luce
“Ho quattro anni, sono seduta sulle ginocchia di mia madre in un treno del dopo-guerra gremito di persone che si ferma in mezzo ai binari, e la luce si spegne. Ed io nel buio totale, mi metto a cantare a voce alta un successo dell’epoca trasudante sconforto e voglia di vivere: illusioni...nient’altro che illusioni, bisogna non pensare, bisogna darsi”. Per Hanna Schygulla è iniziato tutto lì, nei treni che attraversano le rovine tedesche, quando fuggiva dalla sua città natale in Slesia. La canzone l’ha sempre fatta sognare, e “se si prendono sul serio i sogni, se si annaffiano bene, senza accanirsi però, essi si trasformano in realtà”.
Diceva Artaud che il teatro deve essere un vero precipizio di sogni e la Schygulla s’addentra appunto in un processo di linguaggi inconsci, di materiali irrazionali che sono stati un fermento della sua cultura. Ora sono i suoi propri sogni ad essersi materializzati in sette brevi film, che l’artista tedesca ha incastonato in «Protocoles de rêves», per consentirci di condividere ciò che si possiede di più vero: l’intimità. «C'era un tempo in cui, appena sveglia, prendevo subito nota dei sogni che avevo fatto. Ma ho impiegato quasi 25 anni per ricostruire questi miraggi avuti sotto l' influsso di Fassbinder, per capire che questi frammenti di idee notturne hanno influenzato tutta la mia vita». E l’opportunità di dare forma scenica a questa materia inquieta e poetica è arrivato, per Hanna Schygulla, nel 2004 quando, per celebrare i 60 anni dell' attrice tedesca di origine polacca, il Moma di New York ha organizzato una retrospettiva su di lei e Rainer Werner Fassbinder. Così è nato «Protocoles de rêves» nel doppio senso di «cerimoniale e registro di appunti, uno spettacolo realizzato - continua la Schygulla - con alcuni video girati da me nel 1979 - su testi di R. W. Fassbinder, Jorge Luis Borges, Calderon de la Barca, Arthur Rimbaud, Heiner Müller, Bertolt Brecht, Jean-Claude Carriè - , ispirati a sette miei sogni, montati oggi in una creazione teatrale in cui io entro ed esco come se fossi un prolungamento dei temi di ciascun sogno». I filmati, ritrovati in un baule nella casa paterna, erano una sorta di terapia al seguito di una delusione professionale per un film mancato con Fassbinder, del quale per oltre un decennio fu musa ispiratrice e interprete prediletta. «Dovevamo girare un film - ricorda - su un' artista tedesca schizofrenica, Unica Zurn e sulle sue visioni surreali. Fassbinder mi aveva proposto di contribuire, non soltanto in veste di attrice, ma anche di co-autrice e co-sceneggiatrice. Ma poi il suo compagno si suicidò e lui rinunciò al progetto per girare "Un anno con tredici lune"».Vita e CarrieraSchygulla è nata nel Voivodato della Slesia, in un paese nei sobborghi di Katowice, durante l'occupazione nazista della Polonia. Dal 1945 in poi, questi territori sono rientrati nei confini polacchi, ma Hanna Schygulla risulta a tutti gli effetti cittadina tedesca. Durante i suoi studi di filologia germanica a Monaco di Baviera, scopre il teatro sperimentale e si lega a doppio filo con uno dei suoi animatori, Rainer Werner Fassbinder, che diventa qualche anno più tardi uno dei maggiori esponenti del cosiddetto nuovo cinema tedesco. Con lui e con altri otto soci fonda, sempre a Monaco, l' Antiteatro. Di questi anni sono le messe in scena de L'opera del mendicante (Die Bettleroper) e Paradise sorry now (Paradiso scusate tanto), entrambe con Fassbinder, Kikeriki (Chicchirichì) di Peter Stein, Blut am Hals der Katze (Sangue sulla gola del gatto), Liliom e Bremer Freiheit (Libertà di Brema) ancora con Fassbinder. Diretta da lui, esordisce anche nel cinema nel 1969 con L'amore è più freddo della morte, primo lungometraggio di Fassbinder. Il lavoro insieme prosegue con Gli dei della peste, Attenzione alla puttana santa, Le lacrime amare di Petra Von Kant (1972), trasposizione cinematografica del lavoro teatrale di Fassbinder, e con il prezioso bianco e nero di Effi Briest (1974), tratto dall'omonimo romanzo di Theodor Fontane. Nel 1971 ha lavorato come assistente alla regia di Peer Raben nell'originale televisivo Die Ahnfrau (L'antenata). La recitazione di Hanna è stanca e riflessiva: soprattutto in questi primi film non si sa se l'aria trasognata e lo sguardo nel vuoto siano frutto di una imposizione registica o di una voluta tecnica di "straniamento", o se tutto derivi da una innata lentezza che fa parte del carattere della stessa Schygulla. Il successo internazionale arriva con Il matrimonio di Maria Braun (1978), primo film di Fassbinder che esce dai confini dei cineclub e approda alla distribuzione nelle sale anche in Italia dopo un regolare doppiaggio. In questo film la Schygulla si confronta con un interessante ruolo di donna che sperimenta dapprima gli orrori della guerra, poi la malvagità e gli inganni degli uomini. A questa fortunata pellicola fa seguito il kolossal televisivo Berlin Alexanderplatz dal libro omonimo di Alfred Döblin, e la coproduzione italo-tedesca Lili Marleen, in cui la vediamo accanto a Giancarlo Giannini, sempre sotto la direzione di Fassbinder. Con gli anni ottanta, arrivano le prime richieste da parte di altre produzioni, ma Hanna si riserva sempre la facoltà di scegliere i copioni più significativi e di lavorare solo con i registi che le ispirano fiducia: appare così in Passion (1982) di Jean-Luc Godard e in Storia di Piera (1983, per cui vinse il premio per la miglior interpretazione femminile al Festival di Cannes e un David di Donatello speciale) e Il futuro è donna (1984), entrambi diretti da Marco Ferreri. Scomparsa la figura carismatica di Fassbinder, con il quale aveva girato 23 film, la Schygulla sembra cadere nel disorientamento, non trovando più ruoli di spessore nel cinema. Nel 1986 la troviamo in una piccola parte nel film d'azione Delta Force diretto da Menahem Golan, e nel 1987 accanto a Marcello Mastroianni nella coproduzione internazionale Miss Arizona, per la regia dell'ungherese Pál Sándor, mentre nel 1991 partecipa in un ruolo marginale a L'altro delitto di Kenneth Branagh. Dal 1981 Hanna Schygulla vive a Parigi e si esibisce anche nei teatri come chanteuse, interpretando brani d'autore. Negli anni 90 ha inciso l'album Hanna Schygulla chante/singt.Filmography:
With Rainer Werner Fassbinder: 1969
- Love is Colder than Death 1969 - Katzelmacher 1969 - Gods of the
Plague 1970 - The Coffehouse 1970 - Why did Herr R. Run Amok? 1970 - The
Niklashauser Journey 1970 - Recruits in Ingolstadt 1970 - Whity 1970 -
Beware the Holy Whore 1971 - The Merchant of Four Seasons 1972 - The
Bitter Tears of Petra van Kant (*) 1972 - Eight Hours don’t Make a Day
1972 - Bremen Freedom 1972 - Jail Bait 1974 - Effi Briest (*) 1978 - The
Marriage of Maria Braun (*) 1979 - The Third Generation 1980 - Berlin
Alexanderplatz 1981 - Lili Marleen (*)
Complete Filmography Love is Colder than Death (1969) Katzelmacher (1969) Gods of the Plague (1970) Why Does Herr R. Run Amok? (1970) The Niklahusen Journey (1971) Rio das Mortes (1971) Pioneers in Ingolstadt (1971) Whity (1971) Beware of a Holy Whore (1971) The Merchant of Four Seasons (1972) The Bitter Tears of Petra von Kant (1972) Effi Briest (1974) The Wrong Move (1975) The Marriage of Maria Braun (1979) Berlin Alexanderplatz (1980) Lili Marleen (1981) That Night in Varennes (1982) Passion (1982) Sheer Madness (1983) The Story of Piera (1983) A Love in Germany (1983) The Future is Woman (1984) The Delta Force (1986) Miss Arizona (1987) Forever, Lulu - ( Elaine Hines / 1987 / Released / Cori Films International) Abraham's Gold (1990) Dead Again (1991) Warsaw Year 5073 (1992) A Hundred and One Nights (1995) Metamorphosis of a Melody (1996) Werckmeister Harmonies (2000) Winterreise (2006) The Edge of Heaven (2007) Faust (2011)
credits: Wikipedia, MoMa,Teatro Arcimboldi
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HANNA SCHYGULLA |
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KARIM RASHID
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JAMES GOLDSTEIN |
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VALERIY SOKOLOV VIOLIN GOLDEN BOY |
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FRANK LONDON & KLEZMATICS |
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VENDEMMIA CHIC 2011 |
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JIM VINCENT |
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VIVIENNE WESTWOOD |
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