VIA MONTENAPOLEONE. Nuovo presidente per l’associazione dei commercianti:
Gugliemo Miani, 33enne CEO di Larusmiani, subentra a
Claudia Buccellati. “
Nei 421 metri di via Monte Napoleone” - dice
Guglielmo Miani - “
viene realizzato il 25% dell’intero business retail della città di Milano. Via Montenapoleone deve diventare la strada modello in vista dell’Expo 2015”. In un manifesto di 24 punti le linee guida per fare di
via Montenapoleone la più importante shopping street al mondo e non solo una delle più importanti. Focus su estetica e funzionalità della strada con un nuovo manto stradale e marciapiedi a “
prova tacchi a spillo”, nuovo concept di illuminazione, isole verdi e piante con responsabile dedicato alla manutenzione come in via della Spiga, istituzione di un “
valet service” per il parcheggio assistito ai clienti, maggior sicurezza con agenti in borghese e telecamere. V
is-à-vis con Guglielmo Miani, nel film documentary di Dean Baker.
VIA MONTENAPOLEONE E QUADRILATERO MOVERS & SHAKERS. Ci sono le scarpe e ci sono le Jimmy Choos! Parola di
Carrie Bradshaw di
Sex and the City. Dal primo laboratorio di London Borough of Hackney, zona nord di Londra, aperto nel 1986 in un edificio occupato precedentemente da un ospedale, a un flagship di 200 metri quadri, su due livelli, in
via Monte Napoleone all’angolo con
via Sant’Andrea. Amato dalla
Principessa Diana negli anni ’90 e ora il designer preferito da
Michelle Obama e
Gwynet Paltrow per i modelli
made-to-measure,
Jimmy Choo farà a breve il grande balzo, spostando lo store dalla vicina San Pietro all’Orto al punto più cool di via Monte Napoleone. Ancora due mesi d’attesa per le shoesaholic. Cambiano solo il lato della strada i negozi
Paul & Shark,
Alberta Ferretti e
Philosophy by Alberta Ferretti. I due brand di Alberta Ferretti occuperanno presto lo storico spazio al
civico 18 di via Monte Napoleone, lasciato libero dagli eleganti mobili
Giorgetti, mentre lo sportswear di Paul & Shark si posizionerà negli spazi occupati precedentemente dai gioielli
Salvini e
Rocca 1794. Imminente cambio di marciapiede, ma in
via Sant’Andrea, anche per
Chanel. La boutique della maison francese cambia lato della strada e si posiziona fra
Armani/Casa e
Church’s, nello spazio che ha ospitato in passato il flagship di
Kenzo, ora in via Manzoni.
Via Manzoni, sempre più gettonata dai brand internazionali come
point of presence, è stata invece scelta da
Frey Wille, marchio austriaco di gioielleria, che ha da poco inaugurato il suo monomarca milanese di fianco alla gioielleria
Mirella Denti ; poco più avanti, ma sul marciapiede opposto, è arrivato
Loriblu, il brand di calzature
haute gamme made in Italy, disegnato da
Graziano Cuccù e
Annarita Pilotti. Nuovo “dirimpettaio” californiano per il global store di
Armani in via Manzoni 31; si apriranno presto le porte del flagship di
7 For All Mankind - conosciuto anche come
Seven, Seven Jeans o
7FAM - la famosissima linea di jeans, ma non solo, lanciata nel 2000 da
Michael Glasser,
Peter Koral e
Jerome Dahan. Hanno invece lasciato via Manzoni, per una location più ampia in
piazza San Babila, le scarpe di
Moreschi. A pochi metri di distanza, ma in
corso Matteotti 9, è “spuntato” da pochi giorni un
Dodo by Pomellato temporary store - rimarrà aperto fino a dicembre 2010 - che per l’occasione ha lanciato un nuovo gioiello:
Panda, il primo ciondolo in versione “black and white” del marchio.
SWISH - VIA MONTENAPOLEONE & THE ART OF LIVING: un contemporaneo concetto di comunicazione che, nell’era digitale, abbina quelli di
wunderkammer e di
Mostra Internazionale di Arte Antica, Moderna, Contemporanea, Antiquariato, Arredamento, Interni e Design. Si è scelto di inaugurare SWISH con prestigiose Gallerie d’Arte perché, come sostiene il critico d’arte
Alvar Gonzales Palacios, “
Al gusto del classico si ritorna prima o poi come Ulisse torna ad Itaca”. Un ambiente, quello
di Swish - Via Montenapoleone & The Art of Living, che contrappone e giustappone pezzi antichi e di design sottolineando analogie, consonanze formali, citazioni e rimandi; un ambiente per ammirare confronti tra antico, moderno e contemporaneo. Una “T
esta di Apostolo XIII secolo” in pietra calcarea proposta dalla
Galleria Longari, un’armatura “
Byôtoji-dô tosei gusoku” della galleria di arte giapponese
Giuseppe Piva passando per i tappeti Anatolia del XVII° di
Mirco Cattai -
Mohtashem, a quelli
Konya della prima metà del XIX° secolo della galleria
Khotan, fino ai dipinti contemporanei di
Paolo Guggiani proposti da
Antonella Bensi, sono solo alcuni dei pezzi che già oggi si possono ammirare e comprare. L’
homewear dedicato agli ambienti notte, giorno ed esterni, la cucina e i complementi d’arredo delle più importanti aziende internazionali di arredamento e design seguiranno a breve.