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CAMPARINO IN GALLERIA |
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Il Camparino torna in Galleria. La storica insegna del bar Camparino, aperto da Davide Campari nel 1915, torna in Galleria Vittorio Emanuele II. Il Camparino, un emblema della città, è il luogo in cui l’aperitivo da rito diventa mito.
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Via Monte Napoleone, Milano
film :.Camparino in Galleria by Matt Dowsonbrought to you by VIAMONTENAPOLEONE.ORG
- the Via Montenapoleone site, is powered by 100% wind energy. That means the servers, data centers and offices supporting our site are powered by renewable energy. film credits:Camparino in Galleriadirector: Matt Dowson screenplay: Hanna Mayer music: Jim Croce - Time in A Bottle - shot on location: Galleria Vittorio Emanuele II° - Piazza Duomo special thanks: Ingrid Croce film running time: 00:02:41

Il Camparino torna in Galleria. La storica insegna del bar Camparino, aperto da Davide Campari nel 1915, torna in Galleria Vittorio Emanuele II. Il Camparino, un emblema della città, è il luogo in cui l’aperitivo da rito diventa mito.

Era il locale prediletto da Verdi e Toscanini di ritorno dalla Scala, da Dudovich e Carrà che vi facevano le ore piccole, da Re Umberto I perchè il caffè era il più buono della città, da Boccioni che lo ritrasse nel famosissimo "Rissa in Galleria" e da tanti altri che avevano cose da dire. Inaugurato nel 1867 da Giuseppe Campari, il fondatore dell’azienda Campari, in contemporanea con la Galleria Vittorio Emanuele, il Camparino, insieme alla moda e al design, è uno dei simboli della città di Milano e ha segnato l’inizio della tradizione dell’aperitivo, che Campari ha saputo valorizzare e diffondere a livello nazionale e internazionale. Amato da molti personaggi di spicco nel passato, il Camparino è ancora oggi un luogo dove gli ospiti scoprono di trovarsi in un ambiente che trasuda cultura e storia.

“Siamo molto orgogliosi di poter ricominciare a chiamare Camparino il bar storico di Campari, meta per eccellenza dell’aperitivo a Milano e nel mondo” commenta Jean Jacques Dubau, Managing Director Campari Italia. “Con questo progetto Campari ritorna nel luogo simbolo delle sue origini: un bar che ha visto nascere il mito dell’aperitivo come momento unico di convivialità e relazione sociale”. Primo caffè milanese a far parte dell’Associazione “Locali Storici Italiani”, ha visto per oltre un secolo il prestigioso e ripetuto avvicendarsi di Campari e Zucca nel caratterizzare con il loro marchio l’immagine del locale. Un angolo tranquillo nel cuore di Milano; più che un bar, un emblema della città, dove lo stile è sempre inconfondibile.

IERI. Davide Campari apre il Camparino nel 1915 come fratello minore del Caffè Campari, inaugurato dal padre Gaspare nel 1867, dove non solo poter gustare un aperitivo: era diventato anche ristorante. Da subito il Camparino diviene il fulcro della vita milanese e delle tendenze che l’hanno attraversata. Il Caffè Campari rimase il locale più frequentato e alla moda fino a che non dovette cedere al più giovane Camparino che, anche grazie a un innovativo sistema che garantiva un flusso continuo di seltz direttamente dagli scantinati, offriva ai numerosi clienti un Campari e soda perfetto e sempre ghiacciato al punto giusto. Sulla scia di un rinnovamento artistico europeo il Camparino intercetta il cambiamento e diventa vettore della novità. In Europa, nei primi anni del ‘900 furoreggia l’art nouveau e il Camparino sfoggia negli arredi gli intarsi e le geometrie in pieno stile Liberty, grazie all’ebanista Eugenio Quarti, al pittore Angelo D’Andrea e ad Alessandro Mazzuccotelli, artigiano del ferro. Il Camparino è il luogo in cui l’aperitivo da rito diventa mito, dove si fermano personalità note e gente comune, che ha visto nascere le tendenze che avrebbero preceduto gli stili degli anni a venire, diventando la cornice privilegiata di sentiti dibattiti politici. E’ il luogo preferito delle avanguardie, fucina stessa delle nuove idee, un posto dove pensieri e concetti si mescolano con i sapori corroboranti di Campari.

OGGI. Così come allora il Camparino è oggi uno spazio aperto a nuovi stili, a nuove ritualità dal carattere fortemente cosmopolita. Un percorso che Campari condivide perfettamente con la sua città di origine. Il Camparino continuerà ad essere gestito da Orlando Chiari e Teresa Miani, rispettivamente genero e figlia di Guglielmo Miani, sarto pugliese approdato a Milano nel ’22 che rilevò la licenza del Caffè Zucca a cui l’avevano ceduta i Campari. Orlando Chiari commenta così il passaggio d’insegna: “Per me e Teresa il fatto di essere stati scelti da Campari è il realizzarsi di un sogno come lo fu negli anni ’60 quando lo realizzò mio suocero e continueremo a gestire il Camparino con la stessa passione che Papà Guglielmo ci ha trasmesso per questo lavoro e per il nostro Caffè. Manterremo sia lo splendore che lo stile con un grande slancio al futuro, un progetto che realizzeremo lavorando insieme e con entusiasmo con Campari per essere protagonisti nel progetto Expo festeggiando in tale modo i 100 anni del Camparino”. E’ del maestro Ugo Nespolo il design innovativo della nuova insegna del Camparino, un condensato di tradizione e innovazione per un artista cha da anni collabora con Campari per progetti italiani e internazionali. Alcune delle opere di Nespolo sono esposte alla Galleria Campari, che si trova presso l’Headquarters del Gruppo a Sesto San Giovanni.
credits: CAMPARI CAMPARINO IN GALLERIA JIM CROCE

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